Aversa capitale Normanna
Conoscete la storia del nostro Basilisco?
Il termine deriva dal greco basilískos, “piccolo re”, e descrive un serpente
leggendario capace di uccidere con il solo sguardo. Secondo Plinio il Vecchio, il Basilisco – lungo circa 35 cm e originario dell’Africa – si muoveva in posizione eretta e distruggeva ogni cosa al suo passaggio, facendo appassire le piante e riducendo i sassi in polvere.
Nel Medioevo, la sua figura si arricchì di dettagli mostruosi, assumendo le
sembianze di un drago alato con corpo di gallo, cresta regale e coda di serpente. La leggenda voleva che nascesse da un uovo di gallo di sette anni, fecondato da un serpente e covato da un rospo.
Aversa adottò il Basilisco come simbolo nel 1496. Dopo le devastazioni dell’esercito francese e una terribile epidemia di peste, la città sentì il bisogno di sostituire il precedente emblema, un gallo (che rappresentava i fondatori
Normanni provenienti dalla Gallia), con una figura che incarnasse la rinascita, la fierezza e l’immortalità.
Scelto già dagli antichi Osci come simbolo dell’eternità della loro stirpe, il Basilisco divenne l’emblema della città che si rialza invitta dalle difficoltà.
Questo concetto è ribadito dalle parole del cartiglio che completa lo stemma, insieme alla corona e ai rami di ulivo: “Il Basilisco che giacque sull’arena, libero risollevò il capo invitto”.

Un’eccellenza che non ha bisogno di presentazioni:
La vera Mozzarella di bufala si riconosce dalla “cicatrice”, il punto in cui il casaro ha mozzato la pasta filata a caldo con un gesto rapido e sapiente.
La pezzatura classica ad Aversa è la “tonda”, ma è la “Aversana” (dai 250g in su) a dominare le tavole delle feste, ovviamente non stiamo qua a dirvi che non va mai conservata nel frigorifero, vero???!
Poteva mancare chi dell’arte casearia ha fatto una missione di famiglia?
Minicaseificio Costanzo sarà uno dei nostri epositori.
Conosciuti per la loro filiera cortissima – dal foraggio delle proprie bufale alla trasformazione del latte – Costanzo porta in tavola una mozzarella mozzata a mano che è un inno alla freschezza e alla tradizione artigianale.
Venite a scoprire perché la loro “piccola” produzione è diventata sinonimo di”immensa” qualità.
Aversa Millenaria: Santa Maria a Piazza, il Cuore che Batteva Prima dei Normanni!
Sapevate che ad Aversa c’è un luogo sacro che ha visto nascere la città
stessa? È la Chiesa di Santa Maria a Piazza, un gioiello millenario le cui
origini si perdono nel IX secolo, ben prima che i Normanni arrivassero a
fondare la contea!
Un tempo conosciuta come Santa Maria de Platea, sorgeva fiera accanto al Castello Aragonese, nel cuore dell’antico mercato e della piazza d’armi. Una posizione strategica per un luogo che ha attraversato secoli di storia.
Dalle nebbie del passato fino ai rifacimenti gotici del XIV secolo, Santa Maria a Piazza ne ha viste di tutti i colori; ha superato inagibilità, guerre mondiali e persino un periodo buio come deposito di fieno, prima di risplendere nel 1966 grazie a un restauro appassionato.
Beh, un bell’ esempio di forza, no?
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